ASSISI SUONO SACRO

Rubrica a cura di Andrea Ceccomori

ovvero come la musica di oggi parla ed esprime la spiritualità.

 

Per la Rivista San Francesco Patrono d’Italia

Un contenitore dedicato al rapporto fra musica di oggi e spiritualità. Un’idea nata dal progetto culturale di Assisi Suono Sacro che intende indagare un linguaggio dell’anima e per l’anima, al di là delle destinazioni d’uso più proprie della musica religiosa e rituale. Nella linea dello spirito di Assisi e del suono della povertà di ispirazione francescana.

 

Cap. 6 “Il “monema” e il suono della povertà”

Abbiamo parlato del suono povero nell’ultimo blog come suono spogliato della progettualità umana a favore di quella divina, cifra, quella del suono povero, che peraltro caratterizza la linea artistica di Assisi Suono Sacro

Ora proseguendo su questa linea, immaginiamo che Francesco nel bel mezzo di un’ estasi nello Spirito Santo sia stato portato a cantare, o meglio ad esprimere con mezzi musicali, quanto sentiva nel suo cuore ardente. Ebbene, le prime sillabe sonore che avrebbe emesso, poniamo il caso, sarebbero state certamente ciò che definirei un “Monema” che, come il fonema in linguistica, riesce a mantenere inalterate le caratteristiche fondamentali della musica.

Per spiegare meglio il concetto di monema, facciamo riferimento ad un embrione o ad un seme, il quale sappiamo fin dall’inizio che porterà col tempo alla maturazione di un individuo oppure di un albero. La stessa cosa accade per la musica. Ecco perché possiamo accostare il monema al suono della povertà, perché quest’ultimo è innocente, ancora informe e fragile come un neonato, ma carico di tutta la potenza espressiva.

Il motivo (o l’ispirazione se vogliamo che è uno dei 3 aspetti del suono povero ossia Ispirazione-intonazione-improvvisazione) viene percepito dalla mente musicale come minima unità organica contenente in nuce tutti gli elementi ritmico-melodici-armonici che poi andranno a sviluppare una musica organizzata. La musica infatti, come arte organizzata dei suoni, amplifica quel primo monema che è stato percepito, potremmo dire, come in un lampo, in un attimo. Ovviamente la memoria musicale depositata nel cervello associa il monema ad un contenuto altro: in questa associazione risiede a mio avviso l’elemento spirituale o ispirativo.

Per questo ritengo molto importante che il linguaggio musicale torni ad esprimere un contenuto di cui l’artista deve farsi responsabile. Solo cosi l’arte potrà continuare ad essere sacra nel vero senso della parola, perché benedetta dallo spirito dell’uomo ispirato da Dio.

 

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